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Nell'ambito di "
conCittadini - Percorsi di Cittadinanza" dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

1 - Informazioni principali sul progetto
2 - Chi ha partecipato al progetto e in che modo
3 - Il percorso del progetto e la pedagogia del cinema d'animazione
4 - Contributi (Work in progress)
5 - I laboratori: quando, con chi e in che modo


3 - Il percorso del progetto e la pedagogia del conema d'animazione

Metodologia
Il percorso metodologico prevede discussioni e riflessioni nella scuola e in altri ambiti su temi spesso considerati difficili o addirittura "tabù" e mettendo a confronto bambini e ragazzi con "esperti" (persone con malattie o disabilità, volontari di associazioni onlus impegnate su questi temi) in grado di presentare i problemi mettendo in luce anche aspetti positivi e proprie "soluzioni creative" che hanno permesso loro di affrontare le difficoltà con grinta e "intelligenza emotiva".

Presso istituzioni, associazioni e fondazioni che si occupano di soggetti autistici, disabilità fisiche o psichiche diverse e problematiche correlate alla malattia, si sono svolti laboratori che hanno permesso agli utenti di giocare con tecniche di animazione (taumatropi, flipbook, "disegno che si costruisce da solo", pixillation, stop-motion con plastilina) producendo materiali.

I bambini e ragazzi della scuola primaria, della scuola secondaria di primo grado e in situazioni extrascolastiche, hanno discusso dei temi del progetto nei laboratori di cinema d'animazione a loro dedicati, sperimentato diverse tecniche di cinema d'animazione attraverso la realizzazione di nuovi materiali, ma anche rielaborando e reinterpretando i materiali già realizzati nei laboratori con persone con disabilità.

Le fasi di lavoro con le diverse realtà scolastiche ed extrascolastiche sono:

  • discussione del tema
  • ideazione
  • realizzazione dei disegni necessari
  • realizzazione di altri materiali necessari (stop motion, ecc)
  • realizzazione delle musiche
  • montaggio
  • stampa dei DVD e pubblicazione sul web
  • incontri tra le diverse realtà partecipanti e presentazioni pubbliche

In altre parole...

"Creatività accessibile" coinvolge alcune scuole romagnole, gruppi giovanili e diverse associazioni e gruppi operanti nell’ambito dei diritti del malato, creando situazioni positive di confronto, creatività, divertimento, partecipazione e produzione di materiali che saranno utili anche ad altri per affrontare questi temi e sensibilizzare un pubblico più vasto.

Il percorso
Il percorso, avviato da due anni, si sviluppa su due piani:

  • si rivolge ad associazioni ed altre realtà impegnate sui temi della disabilità e dell’assistenza sanitaria, realizzando con loro laboratori di cinema d’animazione rivolti a ragazzi con disabilità e problemi importanti quali sclerosi multipla, autismo e disturbi psichici;
  • propone incontri con esperti e laboratori creativi a gruppi giovanili e bambini delle scuole primarie e delle scuola superiori di 1° grado.

Il percorso stesso è importante in quanto offre ai bambini delle scuole primarie e delle medie l’opportunità di affrontare temi difficili in modo positivo, sensibilizzandoli all’accoglienza, alla solidarietà e al confronto con chi è in difficoltà, mentre abbiamo riscontrato risultati notevoli nelle attività creative/ricreative sviluppate con persone con malattie o disabilità.

L’obiettivo finale è la realizzazione di elaborati grafici e di un film d’animazione realizzato con l’intreccio e l’elaborazione dei diversi materiali prodotti nei laboratori. Anche il cortometraggio sarà volto alla sensibilizzazione sui diritti del malato e auspichiamo possa avere una importante diffusione grazie alla Regione, ai Comuni e a tutte le parti in causa a mezzo televisivo, con proiezioni pubbliche e sul web.

La base metodologica
Da tanti anni ci occupiamo di far scoprire a giovani e giovanissimi qualche chiave di lettura in più per capire come funziona un "cartone animato", qualche strumento per non subire passivamente tanti programmi TV per tante ore al giorno.
Soprattutto, quasi sempre, il metodo dell'Atelier del cartone animato porta i bambini alla realizzazione di un cortometraggio di animazione.
Lo facciamo spesso a partire da loro idee, sogni, bisogni, fantasie.
Altre volte proponiamo noi, o magari la scuola o l'istituzione che ci chiama, un tema sul quale ci pare interessante ragionare con i nostri giovani collaboratori.
Questa idea è nata così, partendo un po'dall'alto, pensando ad alcune esperienze vissute. Alcune difficili, alcune un po' sì e un po' no.
Abbiamo pensato che forse a volte i malati e i disabili non hanno gli stessi diritti degli altri, che la loro vita "diversamente fortunata" sia resa a volte più difficile da ambienti che non vogliono saperne di loro o che forse semplicemente non sanno come accoglierli.
A volte, forse, basterebbe anche solo parlarne.
Forse se riusciamo ad essere anche creativi possiamo capire meglio.

Tante domande
Ci siamo chiesti cosa pensano i bambini quando incontrano situazioni che hanno a che vedere con la malattia o con la disabilità.
Le rifiutano? Chiudono gli occhi? O se possono danno una mano e un abbraccio?
In classe hanno compagni con malattie o disabilità?
Come si comportano? Vivono con difficoltà o con naturalezza e semplicità queste relazioni?
C'è qualcosa da insegnargli? Possono insegnare loro a noi?
Si può parlare di malattia e disabilità a scuola?
Si deve?
Non si deve?
Chi ha o ha avuto amici o parenti ammalati o disabili si confida a scuola, ne parla?
I bambini che hanno malattie o disabilità ne parlano?
Può essere che ognuno di noi abbia qualche malattia o disabilità, magari piccolissima?
Cosa potrebbero avere da dire ammalati e disabili su questi argomenti?
Gli adulti come si comportano?
Considerano l'argomento sgradevole? Lo rifiutano o invece pensano sia utile parlarne? Perchè parlarne?
Esistono diritti che devono essere garantiti a chi affronta queste difficoltà?
Qual'è l'atteggiamento giusto che dovremmo avere nei confronti di chi ha malattie o disabilità?
...Se guardo i disegni di un ragazzo con disabilità psichiche, fino a che punto posso riuscire a capire cosa intendeva dire, quali emozioni stava vivendo o voleva trasmetttere, quali emozioni mi trasmette? Posso dirlo in modi diversi o rielaborare il suo segno o, a partire dal suo disegno, proseguire, cambiare il racconto, inventarne un altro o...?
Quante domande! E quante altre se ne possono fare!

La pedagogia del cinema d'animazione come filo conduttore del progettto
Seguendo il percorso pedagogico classico dell’Atelier, la creazione “dal basso”, i ragazzi scoprono come si realizza un “cartone animato” e sviluppano a modo loro il tema proposto, con l’accompagnamento discreto dei conduttori. L’esperienza pedagogica, una formula originale che sperimentiamo dal 1981 e che consente a ognuno di esprimersi passando dal contributo creativo individuale alla creazione collettiva, assicura una partecipazione effettiva dei ragazzi e il raggiungimento degli obiettivi. Le fasi principali sono:
a) sviscerare il tema:
b) appropriarsi delle tecniche di un mezzo di comunicazione particolarmente congeniale ai giovani;
c) sperimentarle nella realizzazione e presentazione/condivisione (su DVD, sul web e in eventi pubblici) di uno o più cortometraggi d’animazione.
Il progetto parte dal presupposto (fondamentale per l’Atelier del Cartone animato) che il cinema d’animazione è un media particolarmente coinvolgente per i giovani e giovanissimi. Questo è fondamentale per lavorare con loro su temi importanti, ottenendo più facilmente la loro complicità. Attraverso un percorso di decodifica del media, i ragazzi ragionano sui temi proposti, aiutati in questo da malati che sapranno spiegare in che modo la loro “diversità” è vissuta come “normalità”, come è importante che l’accessibilità sia soprattutto nel nostro modo di accogliere, in che modo possono essere importanti i diritti dei malati. Una grande opportunità offerta da questo percorso è il raggiungimento di una meta finale concreta e tangibile, un risultato comunicativo concreto e gratificante: il lavoro sarà infatti montato e musicato con l'aiuto di altri ragazzi per diventare un vero cortometraggio d’animazione finalizzato a trasmettere un messaggio attraverso un DVD e sul web.
Per completare il lavoro è prevista la stampa di un opuscolo e di un manifesto.

La pedagogia del cinema d'animazione come elemento di originalità e innovazione sul piano delle metodologie didattiche, degli strumenti e dei contenuti
Gli aspetti creativi ma anche ludici e di curiosità connessi alla pedagogia del cinema d’animazione dell’Atelier del cartone animato hanno giocato un ruolo fondamentale. Grazie a questo è stato possibile anche superare positivamente le difficoltà e ritrosie di alcuni insegnanti ad affrontare temi come la malattia e la morte. Il livello di coinvolgimento dei ragazzi è stato altissimo in ogni laboratorio, con punte di autentica eccellenza favorita dalla sinergia con insegnanti particolarmente motivati ed energici. Il lavoro con le tecniche del cinema d’animazione ha consentito sempre una forte partecipazione e ha favorito dinamiche di collaborazione e coesione, oltre che una grande capacità creativa individuale e collettiva.